La relazione di coppia come base sicura

La relazione che abbiamo con il nostro partner può essere vista come una palestra di vita, nella quale ci alleniamo a condividere emozioni e paure, gioie e angosce, bisogni e desideri. È all’interno di essa che cerchiamo di soddisfare le nostre necessità più essenziali, più vitali. Tra queste vi è il bisogno di attaccamento, presente nell’essere umano fin dalla nascita, ossia il bisogno di ricevere dalla persona che ci è vicina protezione e supporto emotivo. Ma perché è così importante che questo bisogno, che ci accompagna dalla culla alla morte, sia adeguatamente soddisfatto all’interno di una relazione coniugale? Qual è il vantaggio che ne traiamo?

È importante che un essere umano abbia accanto a sé una o più persone che lo possano aiutare in caso di difficoltà; la consapevolezza di avere a fianco una persona fidata alla quale “appoggiarsi” in caso di necessità, in caso di pericolo o di sbandamento, genera sicurezza.  Questa sicurezza la possiamo ricevere all’interno di una relazione sentimentale stabile. Il che risulta essere alquanto vantaggioso per poter affrontare le sfide e i rischi che la vita ci pone. Quindi la vicinanza fisica ed emotiva di un’altra persona è una risorsa infinitamente grande, ci può infondere fiducia, calore, coraggio e serenità. Perché dico può?

Perché non sempre questo bisogno viene soddisfatto, o meglio, non sempre viene soddisfatto in maniera adeguata. Non è detto che una relazione significativa porti la sicurezza e la fiducia di cui abbiamo parlato fino ad ora. La relazione può anche essere fondata sull’insicurezza, sull’incapacità di condivisione delle emozioni e delle fatiche emotive. A questo punto la relazione da risorsa si trasforma in peso, da base sicura dalla quale partire ed affrontare il mondo diventa un porto sconosciuto, che ci terrorizza e non racconta niente di noi stessi, oppure si trasforma in una gabbia, che non ci permette di affrontare la vita ma ci costringe a rintanarci dentro le nostre paure. Continua a leggere

Dobbiamo comunicare le “cattive notizie” ai nostri figli?

Quando dobbiamo dare una brutta notizia, in molti casi decidiamo di non coinvolgere i bambini. La loro scarsa esperienza, le difficoltà nello spiegare certe situazioni, un sistema nervoso ancora in crescita, un funzionamento cognitivo non ancora pienamente sviluppato, tutto sembrerebbe giustificare la decisione di non parlare degli eventi negativi prima di una certa età. Solo la consapevolezza di un adulto o di un adolescente maturo giustifica una specifica attenzione nella comunicazione di certe notizie. Oppure no? Un professionista che lavora a contatto con i bambini impara rapidamente che i piccoli possiedono capacità che sembrano quasi sovrannaturali. Essi riescono infatti a comprendere molto più di quanto non sembri. Molto più di quanto, forse, non riesca a fare un adulto, specialmente quando non si usano parole. Questo è ancora più vero nelle situazioni di grande stress e difficoltà, come possono essere una grave malattia, specialmente se il malato è il bambino stesso, o la morte di un parente stretto. Il vissuto del proprio corpo e il malessere dei propri cari, nonostante sia spesso un tabù di cui non si può parlare, produce delle conseguenze importantissime nella psiche del bambino e dell’adolescente. Qui analizzeremo in particolare queste due situazioni, ma quanto verrà detto rimane valido per tutti quegli eventi che sconvolgono la vita della famiglia.

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Gli opposti si attraggono?

L’idea che “gli opposti si attraggono” è nella nostra società quasi una convinzione, rafforzata continuamente da serie tv, film, riviste, libri e racconti di amici in cui due persone che all’inizio non si sopportavano, finiscono poi per amarsi alla follia. Ma è proprio così? Vediamo insieme cosa ci dicono le ricerche fatte su questo argomento.

Cominciamo dicendo che la maggior parte delle persone sembra convinta da questa idea. Già nel 1991, quasi l’80% degli studenti universitari intervistati dalla psicologa statunitense Lynn McCutcheon era d’accordo con l’affermazione che nelle relazioni romantiche gli opposti si attraggano. In molti libri e siti internet è suggerito che la somiglianza tra i partner porti alla noia, mentre differenze di personalità, valori e comportamenti siano la base per un’irresistibile attrazione. Continua a leggere